IV DOPO MARTIRIO            –          20 settembre 2026

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Storie che accadono. Voci che restano. Approfondimenti, parole e testimonianze

Il nostro cammino per rispondere alla domanda: Chi è Gesù?

I dom: Gesù è colui che Accoglie e Parla

II dom: Gesù è il Figlio del Padre                         

III dom: Gesù è il Cristo di Dio

Vangelo: discorso di Gesù nella sinagoga di Cafarnao dopo aver compiuto il segno (IV) dei 5 pani e 2 pesci spezzati per i 5000 uomini…

Dopo il segno Gesù si ritira in un luogo solitario perché la gente vorrebbe farlo re… Raggiunge poi i discepoli che stavano attraversando il lago per tornare a Cafarnao… La gente intuisce dove è andato e lo raggiunge. Gesù smaschera però il falso desiderio di coloro che lo cercano: lo stanno cercando non perché hanno capito il segno del pane, ma perché voglio essere assicurati circa il loro sostentamento. Ciò che ricordano non è il valore vero di UN PANE SOVRABBONDANTE RICEVUTO IN DONO, ma solo il fatto di essere stati appagati della loro fame/bisogno. Non sono andati oltre l’aspetto materiale dell’essere stati sfamati.

Essi incarnano la prospettiva del «Dio tappabuchi» (Dietrich Bonhoeffer)

L’essere umano si volge verso Dio solo quando le cose vanno male. Il dio “tappabuchi” è un essere strumentale, da cui l’uomo si aspetta solo una risposta ai propri desideri o alle proprie domande. È invocato contro i mali del mondo, ma non lo si coinvolge per orientare la propria vita personale.

Il “dio fazzoletto”, di cui parla lo scrittore cattolico Georges Bernanos (1888-1948): quello da cui ci si attende protezione e consolazione nel momento della prova. È l’idolo della pura consolazione sentimentale, un “Dio di emergenza” a cui l’uomo si rivolge esclusivamente nei momenti di dolore o di paura.

Il “dio mazzo di chiavi” (sempre Bernanos), porta una risposta personificata agli enigmi della natura e della scienza, come quello sull’origine del mondo, per esempio. Nell’antichità, i Greci spiegavano il temporale attribuendolo all’ira di Zeus. Ancora oggi, molti hanno la tentazione di spiegare una malattia o una disgrazia intendendole come una punizione divina.

Il “dio orologiaio” come è stato definito da Voltaire, pensatore francese del XVIII secolo, come il “dio architetto”, il “geometra eterno” che regola l’universo e ne garantisce l’ordine. Questo dio è lontano, confinato nel suo spazio siderale, non interviene nella vita degli uomini, non freme per loro, non è interessato alla loro vicenda, non è padre…

Il “dio tappabuchi” non riempie il cuore dell’uomo. Nessuno gli parla mai, oppure se gli viene chiesto aiuto è dimenticato molto in fretta. Non è il Dio dei cristiani, che liberamente e per amore entra in relazione con l’uomo e a cui quest’ultimo rende gloria.

Chi è dunque per noi questo Gesù che noi celebriamo in questa eucaristia? Ci sfamiamo di lui per amore

o per interesse? Perché non mangiamo di lui? Forse siamo già sazi di altro? Ne ascoltiamo la parola perché parola di vita o solo per abitudine? È colui del quale non possiamo fare a meno o è solo una parentesi nella nostra vita? Siamo qui per lui o alla fin fine solo per noi stessi?

Signore Gesù, pane della vita,

fa’ che mangiamo di te

per vivere di te!

Ora e sempre. Amen.

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Spiritualità

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