VI DOPO MARTIRIO  –   4 ottobre 2026

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Storie che accadono. Voci che restano. Approfondimenti, parole e testimonianze

Gesù stesso ci aveva sollecitato a prendere posizione nei suoi confronti: Chi sono io per voi? (nella III domenica).

Alla domanda risponde il vangelo di oggi con una parabola provocatoria. Esclusiva del vangelo di Luca. Giocata molto su quell’INUTILE che ci suona particolarmente fastidioso…

Molti tentativi di addolcirlo: servi di nessun conto / semplici servi / semplicemente schiavi / poveri servi /

Risposta semplice semplice: il servo è inutile, nel senso che non persegue un utile proprio, è senza interesse, senza un proprio tornaconto, potremmo anche dire: del tutto relativo al proprio padrone…

sono SEMPRE E SOLO un servo!

Prima di noi, più di noi, questa è la figura di Gesù! Gesù, l’uomo dell’amore totale, per Dio e per il prossimo, è dunque l’uomo della pura GRATUITÀ, dell’assoluto disinteresse. Più volte Gesù ha ribadito che non è venuto per fare la sua volontà, potremmo dire: per guadagnarci qualcosa, ma per fare la volontà del Padre suo, potremmo dire: senza alcun interesse proprio, senza alcun guadagno per se stesso.

È solo Gesù che può dire con assoluta verità: Ho fatto tutto quello che mi hai comandato di fare: sono un SERVO INUTILE!

San Paolo, scrivendo ai Filippesi, li richiama alla necessità che “ciascuno non cerchi l’interesse proprio,  ma anche quello degli altri” e quindi li esorta: Abbiate in voi gli stessi pensieri di Cristo Gesù!

E i pensieri, le scelte, l’impegno lo stile di vita di Gesù sono condensati in quel famoso inno all’amore in cui Paolo dice:

L’amore è magnanimo, benevolo è l’amore;

non è invidioso, non si vanta,

non si gonfia d’orgoglio, non manca di rispetto,

non cerca il proprio interesse, …

Tutto scusa, tutto crede,

tutto spera, tutto sopporta. (1 Cor)

Ecco la sfida per noi: un cristiano libero, dal cuore grande, magnanimo, generoso, senza alcun tornaconto

o interesse personale!

È possibile una politica “senza interesse” proprio, ma per il solo bene di altri?

È possibile un “lavoro” che non cerchi solo il profitto personale, ma sia nella giustizia e nell’equità?

È possibile un servizio nella società e nella chiesa, nella pura e semplice gratuità senza nessun plauso o tornaconto?

È possibile un’amicizia limpida e buona, senza gelosie, senza ricatti affettivi, nel segno di una bella e fraterna stima reciproca?

È possibile una dedizione per l’altro, per il bene comune, un’azione pacifica e pacificante, anche se comporta sacrificio e fatica?

Un giorno, Gesù, sul monte aveva annunciato la promessa:

beati i poveri in spirito, beati i misericordiosi,

beati i puri di cuore, beati i miti…

Un altro giorno, alla fine, alla resa dei conti, che ciascuno di noi possa sentire le parole del compimento:

Bene, servo buono e fedele, bene servo inutile, prendi parte alla gioia del tuo padrone”

Per sempre. Amen.

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Spiritualità

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