TUTTI I SANTI – 1 novembre 2026
Quasi al termine dell’anno liturgico la Chiesa ci fa celebrare solennemente la festa di tutti i santi. Vorrei raccogliere dalla lettura una semplice indicazione per la nostra riflessione.
Nella visione di quella moltitudine immensa, di ogni nazione, tribù, popolo e lingua l’Apocalisse vede innanzitutto i martiri di quella grande persecuzione a cui fu sottoposta la Chiesa nei primi secoli della sua esistenza, da parte dell’Impero Romano (Nerone – Diocleziano).
Ma essa travalica quel tempo per abbracciare tutti i testimoni autentici del vangelo, tutti coloro che sono approdati alla beatitudine, e che rivestiti di una veste candida, sono ammessi alla visione del trono dell’Agnello, come dice sempre l’Apocalisse.
Anche noi facciamo allora la domanda: Quelli che sono vestiti di bianco – i santi – chi sono e donde vengono? Metto in luce solo un particolare dell’ampia risposta offerta dall’Apocalisse.
Sono coloro che sono passati attraverso la grande tribolazione.
La grande tribolazione è anzitutto la persecuzione; ma si può estendere alla fatica, alle difficoltà e alle contraddizioni dell’esistenza; al male e alle tentazioni. Detto così sembrerebbe dire poco.
È invece una notazione importante: i santi non sono persone fuori dal mondo, circondate da particolari protezioni, sollevate dalle prove che sono di tutti: dolore, incomprensioni, incertezze, ostilità…
Anzi, i santi sono passati attraverso una GRANDE (megales) tribolazione; molto più di noi hanno sofferto
e portato il peso del peccato degli uomini e del mondo. Non c’è vita di santo che non sia segnata, prima o poi, da una grande prova, da un profondo travaglio, da incomprensione, rifiuto e opposizione.
Ma ancor più precisamente, essi più di noi hanno affrontato la lotta per la fede, la lotta e la sofferenza che sempre si impone a chi voglia essere pienamente fedele al progetto del Signore.
Essi dunque sono uomini e donne per tutte le stagioni, saranno presenti in tutti i tempi, diranno alla Chiesa e ai cristiani che vivere il Vangelo è possibile, è doveroso, è bello, è l’unica vera e intramontabile felicità: Beati i poveri in spirito perché di essi è il regno dei cieli.
Vi lascio ora con le parole di Dietrich Bonhoeffer, anche lui martire per la fede:
Tu conosci tutta l’infelicità degli uomini;
tu rimani accanto a me, quando nessun uomo mi rimane accanto,
tu non mi dimentichi e mi cerchi,
tu vuoi che io ti riconosca e mi volga a te.
Signore, odo il tuo richiamo e lo seguo, aiutami!
Signore, qualunque cosa rechi questo giorno, il tuo nome sia lodato!
O, come dice l’Apocalisse:
«A te lode, gloria, sapienza, azione di grazie, onore,
potenza e forza nei secoli dei secoli».
Amen.
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