Una sera con Alfredo Maestroni: la poesia che nasce dalla vita

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La sala ACLI di Bergoro, ieri sera, sembrava più piccola del solito. Forse perché i ricordi di Alfredo Maestroni riempivano ogni angolo: ricordi di infanzia, di cortili, di carta e di notti di lavoro. La presentazione della sua biografia Zoccoli, Carta e Poesia, scritta da Marco Linari è diventata presto un viaggio dentro la memoria del paese.

Alfredo è cresciuto nella Curtascia, il cortile che si apre proprio accanto alla Piazza San Giovanni, il centro vivo di Bergoro. Da una parte la scuola materna “Tronconi”, attiva dal 1928; dall’altra l’attuale Casa Serena; in mezzo la chiesa dedicata a San Giovanni Battista, che scandiva le giornate con il suono delle campane. Era lì che i ragazzi si ritrovavano: partite a pallone che finivano spesso con la palla che rotolava giù in valle, discussioni infinite su niente e su tutto. Una piccola comunità che imparava a stare insieme semplicemente stando in piazza.

Tra i ricordi più antichi, Alfredo ha raccontato degli zoccoli che vedeva costruire da suo nonno, quando la famiglia abitava ancora nel Bergamasco. Il colpo del legno, le mani che sapevano intagliare: forse è lì che è nata la sua attenzione per i dettagli, quella che poi è passata nei suoi versi.

Poi c’è stata l’Aquila, una delle grandi sezioni della Cartiera Mayer, che per decenni ha segnato la storia dellaValle Olona traLonate Ceppino, Cairate e Bergoro. Alfredo ha ricordato le sue notti da operaio, tra i macchinari che non dormivano mai e i giganteschi rotoli di carta che prendevano forma. E proprio in quelle pause, quando il rumore rallentava e la mente si apriva, sono arrivate le prime poesie: parole appuntate in fretta, quasi di nascosto, come una necessità.

La serata si è chiusa con un senso di familiarità. Non era solo la presentazione di un libro: era il ritorno di una voce che appartiene a Bergoro, a quei cortili, a quelle strade, a quella piazza dove tutto cominciava e tutto tornava.

E per un momento, ascoltandolo, sembrava di essere di nuovo lì: i ragazzi che corrono, la cartiera che vibra nella notte, la sede ACLI, il suo giornalino  dei giovani dell’oratorio— prima Noi e Voi con don Ambrogio, poi Il Nodo con don Mario — e le nuove associazioni come Qualcosa per il Mondo, e la Pro Loco che continuano a dare forma alla vita sociale del paese.

E in mezzo a tutto questo, la poesia: una luce che resiste, che attraversa il tempo e rimane nelle storie di Bergoro.

O.I.

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