Giovanni Battista, l’amico dello sposo, come si definisce lui stesso, indica anche a noi il Signore Gesù
con il suggestivo titolo “Ecco l’Agnello di Dio”.
In questo tempo di prevaricazione e di violenza, tempo in cui la verità sembra stare sempre dalla parte del più forte, dove alla forza della ragione si sta sostituendo la forza delle armi, dove sembra avere ragione solo chi grida, impreca, insulta e bestemmia!, questo bel titolo di AGNELLO sembra oltremodo fuorimoda!
Eppure tutte le domeniche, nella S. Messa, il sacerdote elevando il Corpo santo del Signore Gesù, Crocifisso e Risorto, vivente nella sua Chiesa, lo presenta all’adorazione di tutto il popolo di Dio proprio con queste parole: Ecco l’Agnello di Dio!
Guardando quest’AGNELLO che toglie i peccati del mondo voi cosa vedete?
Questa figura percorre tutta la Scrittura, dal primo libro all’ultimo, dalla Genesi all’Apocalisse. Richiamo dunque solo due immagini.
LA PRIMA – Quella del SERVO sofferente cantato da Isaia, che abbiamo meditato la domenica delle Palme e soprattutto il venerdì santo. Qui c’è l’indissolubile legame tra passione e gloria, tra morte e risurrezione. Gesù “l’agnello mansueto condotto al macello” ci dice che solo dall’obbedienza innocente può nascere un futuro di pace e che solo dal sacrificio personale può sorgere una speranza affidabile.
Come pecora muta di fronte ai suoi tosatori, a differenza degli dei pagani non si vendica delle mancanze nei suoi confronti; non si lascia pagare e corrompere da quelli che vogliono qualcosa da Lui; non invidia agli uomini la loro felicità, non esige il loro amore e non li abbandona infine al loro destino.
LA SECONDA IMMAGINE – viene prepotentemente offerta dal libro dell’Apocalisse dove questo termine – Agnello – ricorre ben 28 volte. Lo si presenta come un AGNELLO, in piedi, come immolato. Questo paradosso indica che Cristo non vince con la violenza, ma attraverso il sacrificio di sé.
Mentre gli imperi (quello romano del tempo dell’Apocalisse e tutti gli altri prima e dopo) s’impongono con la spada e la sottomissione, con la forza bruta e con la morte inflitta, l’Agnello regna mediante la mitezza e la verità, ed il suo potere si basa sull’amore donato. La vera vittoria non è l’esercizio del potere, ma la fedeltà a Dio fino al martirio.
Una forza mortifera è presente nella storia, opera violenza e guerra, nutre l’ingiustizia e si nutre di schiavitù, alienazione, oppressione dell’umanità.
Il mistero del male agisce non solo proferendo bestemmie contro Dio, ma facendo anche guerra ai piccoli, ai poveri, agli uomini che a essa si oppongono: crea vittime, oppressi, toglie loro la libertà, perseguita gli affamati e gli assetati di giustizia.
Ad esso si oppone Gesù, Agnello di Dio, che viene incontro all’uomo come amore perdonante e misericordioso, con un amore che solidarizza con l’uomo sofferente, con un’azione pacifica e pacificatrice!!
Gesù, come Agnello di Dio, si è schierato dalla parte dei deboli, dei malati, dei poveri, degli oppressi, dei non-privilegiati, dei non-devoti, dei non-morali, anche dei senza Dio.
Agnello di Dio, elargisce la sua grazia a coloro che non la meritano. Dà senza invidia e non delude mai.
Non pretende amore, ma dona amore, dal momento che egli stesso è solo amore. E noi cristiani, tuoi discepoli, facciamo molta fatica a parlare di te al mondo chiamandoti e presentandoti come l’Agnello!
Agnello di Dio! Sa troppo di mansuetudine e misericordia, sa troppo di innocenza e bontà, sa troppo di tenerezza e dolcezza… Sa di mitezza e tolleranza, sa troppo di perdono, sacrificio, offerta…
Il cristiano che confessa come unico suo Signore Gesù Cristo sa che l’Agnello Immolato per amore degli uomini sarà il vincitore, che sarà giudice di questo mondo e che aprirà il Regno dove è vinta la morte,
il male, il peccato: un cielo nuovo e una terra nuova!
Anche noi ci uniamo allora al solenne canto di lode dell’Apocalisse: «L’Agnello, che è stato immolato,
è degno di ricevere potenza e ricchezza, sapienza e forza, onore, gloria e benedizione».
Signore Gesù, crocifisso e risorto, Signore del tempo e della storia, Agnello di Dio che togli i peccati del mondo, dona a noi la tua pace!
Ora e sempre. Amen.
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