II DOPO MARTIRIO – 6 settembre 2026

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Storie che accadono. Voci che restano. Approfondimenti, parole e testimonianze

Tempo dopo il martirio: rispondere alla domanda: Chi è Gesù?

Domenica scorsa: Gesù è colui che ACCOGLIE E PARLA

Vangelo odierno: brano tratto dal cap. 5 di Gv. Guarigione del paralitico (38 anni). Segno operato in giorno di sabato. Provoca reazione ostile. Questo permette a Gesù di chiarire la sua vera missione.

Chi è dunque Gesù? Cosa opera? Gesù è colui che è in perfetta comunione con il Padre. Gesù è IL FIGLIO DEL PADRE!

Gesù non si auto celebra. Non dice mai: guardate come sono bravo! Non è autoreferenziale. Non vive di forza propria! Ha in un ALTRO il segreto del suo agire. Si comprende sempre in riferimento al Padre.

Grande insegnamento di Benedetto XVI

Nel suo libro “Gesù di Nazaret” spiega che la chiave di lettura di tutta l’opera e la vita di Cristo è il suo legame costante con il Padre. Senza questa comunione profonda, la figura di Gesù viene ridotta a un semplice maestro di morale, a un profeta o a un personaggio storico qualunque. L’identità profonda e autentica di Gesù è quella di essere Figlio: tutto ciò che Egli dice e fa deriva da Colui che lo ha mandato.

Egli vive tutta la sua esistenza al cospetto di Dio, non solo come amico ma come Figlio; vive in profonda unità con il Padre.

Solo se Gesù è il Figlio del Padre, o come diremo fra poco nel Credo Dio da Dio, luce da luce, Dio vero da Dio vero, solo così diventano vere e possibili le sue affermazioni:

così anche il Figlio

dà la vita a chi egli vuole.

Chi non onora il Figlio,

non onora il Padre che lo ha mandato.

chi ascolta la mia parola

e crede a colui che mi ha mandato,

ha la vita eterna…

È da questa relazione che nasce anche la nostra nuova dignità di figli di Dio…

…e la nostra possibilità autentica di rivolgerci a Dio chiamandolo Abbà, Padre…

E noi?

Con la nostra esistenza stiamo raccontando che siamo FIGLI?

Ci ricordiamo che non abbiamo in noi stessi il senso della nostra origine?

Affermiamo che non è il CASO né il CAOS la prospettiva che dà valore alla nostra storia?

Crediamo che non è il NULLA l’esito definitivo del nostro esistere?

Nell’imminente festa della nostra parrocchia Santa Maria Assunta, ci affidiamo a Maria con le parole di don Tonino Bello:

Santa Maria, donna del popolo,

oggi più che mai abbiamo bisogno di te.

Abbiamo bisogno di te per ricomporre il tessuto lacerato

delle nostre convivenze.

Per guarire le fratture delle nostre città.
Per ridare l’anima ai nostri quartieri.
Per inventare nuovi modelli di solidarietà.

Rendici capaci di lottare per la giustizia e per la pace.

Facci sentire il calore della tua presenza nelle nostre case,

nelle nostre fabbriche, nelle nostre scuole.
Insegnaci a non vergognarci di Gesù.
A non nascondere la nostra identità cristiana.

Accompagna i passi di questo popolo stanco ma speranzoso.

Asciuga le lacrime di chi soffre.

Sostieni l’impegno di chi lavora per il bene comune.

E fa’ che, camminando con te, possiamo riscoprire la gioia

di essere fratelli e sorelle, figli dello stesso Padre.

Ora e sempre. Amen.

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Spiritualità

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