V DOPO MARTIRIO – 28 settembre 2025
“A voi che ascoltate io dico …” (Lc 6, 27)
Forse mai come oggi, in questa domenica, la parola del Signore si rivolge così chiaramente ed espressamente a noi: “A voi che ascoltate io dico …”
Siamo disposti, come comunità e come singoli, ad ascoltare la parola di Gesù? Ci interessa ascoltarla con amore e devozione, ne sentiamo la necessità e l’urgenza o è solo un ascolto senza cuore, un ascolto subìto e mal sopportato?
Ma soprattutto e più ancora, è un ascolto che vuole farsi obbedienza, un ascolto pronto alla conversione del cuore e della vita?
Cosa dunque dobbiamo ascoltare oggi? C’è per noi una grande e bella notizia! È messa nelle nostre mani la grande possibilità di dare un volt o nuovo al nostro mondo, al nostro, tempo, a noi stessi e agli altri!
Il Vangelo, la bella è buona notizia, non è pietismo, immobilismo, quieto vivere, frasi vuote ripetute per millenni, fumi neri di candele o nuvole d’incensi.
La bella e grande notizia dice che sta a ciascuno di noi la possibilità e la responsabilità di tramutare la terra arida in giardino di delizie, e l’inferno delle contrapposizioni nel paradiso della fraternità.
Ecco dunque le nostre immense possibilità:
amate i vostri nemici,
fate del bene a quelli che vi odiano,
benedite coloro che vi maledicono,
pregate per coloro che vi trattano male.
A chi ti percuote sulla guancia, offri anche l’altra;
non rifiutare neanche la tunica.
Da’ a chiunque ti chiede…
E come se non bastasse, ecco il vertice di nuove e impensate possibilità:
Siate misericordiosi,
come il Padre vostro è misericordioso.
Non giudicate e non sarete giudicati;
non condannate e non sarete condannati;
perdonate e sarete perdonati.
Il mondo nuovo nasce anzitutto da qui! Nasce da noi, solo da noi, dal modo nuovo, buono e bello, con cui offriremo ai fratelli, a chiunque, perfino ai nemici, la possibilità di essere nuovi e diversi, perché in modo nuovo e diverso li tratteremo! Compiremo così anche noi, nei confronti di ogni altra persona, la parola stessa di Gesù: “Vi ho chiamato amici” (Gv 15, 15).
Si realizzerà così una insperata promessa di bene e si aprirà anche per noi una nuova possibilità di vita,
una gioia insperata, una felicità piena e inimmaginabile; toccheremo con mano la promessa di Gesù:
«Date e vi sarà dato: una misura buona,
pigiata, colma e traboccante
vi sarà versata nel grembo,
perché con la misura con la quale misurate,
sarà misurato a voi in cambio».
Sarà così. Deve essere così.
Vi lascio con un denso pensiero
di Dietrich Bonhoeffer (da Sequela):
Qui si parla del nemico,
dunque di colui che rimane nemico
anche di fronte al mio amore;
che non mi perdona nulla,
anche quando io gli perdono tutto;
che mi odia quando io lo amo;
che mi oltraggia tanto più quanto più io lo servo.
Ma chi ha più bisogno di amore
di colui che vive lui stesso privo di amore, nell’odio?
E chi dunque è più degno del mio amore
se non il mio nemico?
Ma al nemico spetta ciò che spetta al fratello:
l’amore del discepolo di Gesù.
Ora e per sempre. Amen.
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