3 maggio 2026
Nella domanda di Giuda, non l’Iscariota: “Signore, come è accaduto che devi manifestarti a noi e non al mondo?” (Gv 14,22) l’evangelista dà voce e legittimità agli interrogativi che sente vivi attorno a sé e nelle Chiese che ha fondato. Sono anche le nostre domande, quelle di ogni generazione ed esprime una fatica di sempre, quella di entrare nella logica cui Gesù obbedisce per coglierne meglio il senso e l’efficacia.
Vorrei dunque raccogliere la grande sfida racchiusa in questa domanda: “Come è accaduto, Signore, che devi manifestarti a noi e non al mondo?”.
Come a dire: Perché non sei apparso risorto a Giudei e Romani, così che la verità fosse chiara e “obbligatoria” per tutti? E noi chiediamo: perché fino a oggi possiamo raggiungerti solo per la via impervia e inevidente della fede?
Come a dire: Signore, perché non ti fai vedere apertamente? Perché non dimostri chiaramente il tuo esistere? Come mai nascondi il tuo potere?
E più ancora: Perché non intervieni contro tutto il male che c’è nel mondo? Perché non elimini tutte le cattiverie, i peccati, i soprusi, le ingiustizie? Perché non punisci chi bestemmia il tuo nome, chi irride la tua parola, chi oltraggia il tuo santo volto? Perché ci lasci in balìa della morte?
Ma Gesù potrebbe rivolgerci una contro-domanda, che potrebbe anche risuonare così: Voi, cosa volete?
Quale segno chiedereste al Signore? Quale segno dovrei fare per rivelare me stesso, la verità del mio essere? Quale prova sarebbe per voi sufficiente per credere in me?
Già 2000 anni fa si chiedeva a Gesù: quale opera compi perché possiamo crederti? E i farisei gli chiedevano un segno dal cielo, e tutti volevano miracoli e prodigi…Scendi dalla croce se sei il Figlio di Dio! E a tutti, anche a noi, oggi e sempre, Gesù risponderà: Il mio regno, cioè il mio modo di agire, non è secondo la logica di questo mondo! Se no combatterei, avrei le mie truppe, mi darei da fare per convincere, userei ogni mezzo per dominare, annientare i nemici,…
Ma io non agisco così!
Il mio metodo invece è passare per il cuore di ciascuno.
L’opera che io compio parte dal cuore di chi mi incontra… Mi rivelo in chi è piccolo, povero, mite, misericordioso, in chi ama e soffre per la giustizia,… mi vede chi è puro di cuore, afflitto, perseguitato…
Le mie opere – quelle che il mondo è incapace di compiere – sono in realtà veramente straordinarie: sono il perdono, la liberazione dallo spirito del male, una parola di verità, un’accoglienza aperta a tutti, un amore senza barriere e confini,… acqua viva per la vostra sete, luce per illuminare le vostre tenebre, speranza affidabile per le vostre incertezze… risurrezione e vita perché la vostra gioia non venga meno…
Questa è la mia presenza in voi. Ma voi mi accogliete? Voi mi amate? Voi siete disposti a compiere le stesse opere che io compio? La mia presenza in voi e tra di voi cambia la vostra vita a somiglianza della mia?
Questo è il metodo scelto da Dio: Gesù si mostra a chi lo ama: ciò che egli vuole è un rapporto intimo,
d’amore, di adorazione tra Padre e Figlio, tra Figlio e fratelli e tra fratello e fratello. Il manifestarsi di Gesù è dunque una ‘apocalisse’, una vera solenne rivelazione di amore: mira a generare amore perché offre amore. Indipendentemente dal fatto che la persona sia o no cristiana, il Padre si manifesta a tutti coloro che osservano il comandamento di Gesù che è l’amore per il prossimo.
Ecco dunque la risposta di Gesù: Se uno mi ama, osserverà la mia parola e il Padre mio lo amerà e noi verremo a lui e prenderemo dimora presso di lui!
Che fortuna poter vivere alla luce di questa consolante promessa!
Ora e sempre. Amen.
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