IX DOPO PENTECOSTE – 10 agosto 2025
«Non guardare al suo aspetto né alla sua alta statura. Io l’ho scartato, perché non conta quel che vede l’uomo: infatti l’uomo vede l’apparenza, ma il Signore vede il cuore» (1 Sam 16, 7)
Domenica scorsa abbiamo visto la volontà del popolo d’Israele di essere guidato da un re, così da essere come tutti gli altri popoli. Di fatto poi come primo re viene eletto Saul, che però è presto ripudiato dal Signore perché si ostina a fare di testa propria…
Ed eccoci allora alla necessità di scegliere un successore. E così anche noi, insieme a Samuele, siamo condotti al piccolo villaggio di Betlemme, che tanta risonanza avrà nei vangeli.
C’è una costante della storia biblica: Dio sceglie non in base agli indici di gradimento, apparentemente nemmeno in base alle capacità e alle doti… Assolutamente non sceglie in considerazione dell’apparenza…
In questo brano c’è una concentrazione di dati, volutamente sottolineati, che fanno riflettere sull’umiltà, la piccolezza e persino l’inadeguatezza di Davide: Betlemme è la più piccola tra le città di Giuda; Jesse non era un ebreo di razza pura: suo padre era Obed, figlio di Rut, una donna moabita che aveva abbracciato la fede di Israele a motivo dell’affetto per la suocera Noemi. (cfr. Libro di Rut).
Davide, ultimogenito di Jesse è un ragazzo dall’aspetto esile, un suonatore d’arpa, qui è relegato a un ruolo marginale – è infatti a pascolare il gregge mentre la famiglia è riunita con il grande Samuele – ….
è Questo ritratto da semplice pastorello fa da contrasto al ritratto di Saul accennato qualche capitolo prima, e contrasta anche con l’imponenza della statura e l’aspetto di Eliab e degli altri fratelli.
Nulla in Davide lascerebbe supporre che possa essere adatto ad essere re, tuttavia egli è l’eletto del Signore.
Sul piano umano l’elezione di Davide è totalmente gratuita, ingiustificata, ma il Signore fornisce una giustificazione per questa sua scelta estrosa, una giustificazione di cui l’uomo difficilmente può avere riscontro: Davide è stato scelto a motivo del suo cuore.
Dio sceglie guardando al CUORE! E il cuore – nella bibbia – richiama tutte le dimensioni dell’esistenza umana: i sentimenti, le passioni, la conoscenza, il discernimento e il giudizio, la volontà, la coscienza, l’umiltà, l’obbedienza… Ma soprattutto si può dire che nel cuore avviene l’opzione fondamentale, la scelta decisiva. È lì, che al di là di tutte le apparenze, si rivela la verità di chi siamo e per chi o che cosa vogliamo veramente impegnare tutta la nostra vita.
La verità di chi siamo che forse è nascosta anche a noi stessi, ma sempre manifesta e chiara agli occhi del Signore. Ed è questa – probabilmente – la verità che il Signore vede nel cuore di Davide, nonostante tutti i suoi tradimenti e tutti i suoi peccati! La volontà di affidarsi a Dio, sempre!
Ecco perché nel 1988, quando il card. Martini tenne un corso di Esercizi spirituali proprio sulla figura di Davide, lo intitolò saggiamente: “Davide, peccatore e credente”.
Preghiamo. Nel nostro cuore, cioè nel centro motore della nostra vita, ci sia ogni giorno la decisione di essere credenti: di affidarci fiduciosi nelle tue mani del Signore; e quando, per leggerezza, fragilità o colpa ci dovremo riconoscere peccatori, non manchi il ricorso sincero alla tua misericordia.
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