Domenica che precede il martirio di san Giovanni il Precursore
“Mi mostrerò degno della mia età e lascerò ai giovani un nobile esempio” (2 Macc 6, 27)
Ultima tappa del cammino iniziato dopo pentecoste: dalla creazione… passando per alcuni grandi momenti della storia biblica (Abramo, Alleanza, Salomone…)
OGGI. Siamo 200 anni prima di Gesù. In Palestina dominazione straniera. Antioco IV Epifane: fascino della cultura greca – abbandono di alcune rigide regole della Torah – fascino del compromesso – pericolo del sincretismo…
Ecco allora la reazione delle popolazioni rurali guidate dalla famiglia dei Maccabei. Domina la figura dello scriba Eleazaro. Rifiuta di mangiare carne suina e va per questo al martirio. Rifiuta anche la simulazione: far finta di mangiarla, perché così darebbe un cattivo esempio che potrebbe ingannare i più giovani.
Questa omelia prevede due parti: La FORZA LACERANTE del CATTIVO esempio (scandalo) e poi La FORZA SANANTE del BUON esempio(testimonianza)
Per non essere troppo lungo, quest’anno mi fermo alla prima parte: La FORZA LACERANTE del CATTIVO esempio (scandalo)
Abbiamo il cattivo esempio quando il male è BANALIZZATO (cosa vuoi che sia, non è poi tanto grave,
ci sono cose ben peggiori…)
C’è poi il male REITERATO (una volta, poi l’altra, ormai si fa sempre così…, oggi domani, qui là, sempre)
Nasce il cattivo esempio quando il male NON È GIUDICATO come male (si lascia correre, non si dice niente, si fatica di motivare le altre scelte, c’è paura di compromettersi, di apparire superati …)
Si porta cattivo esempio quando il male è GENERALIZZATO (fan tutti così, anche questo, quell’altro, non c’è nessuno che si salva, anche la chiesa, i preti…)
E al vertice il male è addirittura SCAMBIATO per bene (si ridicolizza il bene, la verità, la bellezza, l’amore, … mentre si esalta il male come innocuo, o come moderno, o come libertà,…)
C’è allora la necessità di una TESTIMONIANZA buona e bella, di una presenza che sappia di PARRESÌA,
(40 volte nel NT): una presa di posizione ferma e coraggiosa, audace e stimolante, rispettosa ma non rinunciataria, libera e vera …
Insomma, abbiamo bisogna di una vita che sappia veramente di VANGELO!
Vi consegno oggi alcune parole molto chiare di Madeleine Delbrêl (1904-1964):
In questo consiste l’efficacia del cristiano
in quanto tale:
nel vivere con realismo
la vita che ha ricevuto;
nel trasmettere il messaggio
che lui stesso ha sentito;
nell’accettare, come una fatica
di cui conosce la necessità,
ciò che, se non si ha una visione di fede,
resta un mistero: la sofferenza.
Ora e sempre. AMEN.
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