II DOPO PENTECOSTE – 7 giugno 2026
In quel tempo. Il Signore Gesù si mise a parlare e insegnava alle folle dicendo: «Avete inteso che fu detto: “Amerai il tuo prossimo e odierai il tuo nemico”. Ma io vi dico: amate i vostri nemici e pregate per quelli che vi perseguitano, affinché siate figli del Padre vostro che è nei cieli; egli fa sorgere il suo sole sui cattivi e sui buoni, e fa piovere sui giusti e sugli ingiusti. Infatti, se amate quelli che vi amano, quale ricompensa ne avete? Non fanno così anche i pubblicani? E se date il saluto soltanto ai vostri fratelli, che cosa fate di straordinario? Non fanno così anche i pagani? Voi, dunque, siate perfetti come è perfetto il Padre vostro celeste». (Mt 5, 2. 43-48)
Da qui, fin quasi alla fine di agosto, saremo nella sezione più originale del nostro lezionario ambrosiano. Attraverso la Lettura percorreremo 12 tappe della storia biblica dell’Antico Testamento per cogliere la rivelazione di Dio nella storia del suo popolo e in dialogo con la nostra umanità.
Partiamo dunque per il nostro cammino. Forse avrete avuto anche voi la grazia di trovarvi una notte immersi in buio totale intorno a voi come in montagna o nel deserto e nel cielo una splendida luna coronata da una miriade di stelle… e davanti a tanta bellezza e grandezza aver detto anche voi – come già fece un antico orante –
«Quando vedo i tuoi cieli, opera delle tue dita,
la luna e le stelle che tu hai fissato,
che cosa è l’uomo (‘ĕnôš), perché di lui ti ricordi,
il figlio dell’uomo (ben ‘ādām), perché te ne curi? (salmo 8)
Per la prima tappa del nostro cammino ci è offerto un ‘testo sapienziale’ ripreso dal libro del Siracide (il Siracide lo leggiamo nel tempo feriale dopo l’Epifania). Il nostro testo fa parte di una breve unità (16, 24 – 17, 14) in cui Ben Sira rimanda all’atto iniziale del creatore raccontato dal libro della Genesi.
Dopo aver parlato degli astri, il nostro sapiente dedica poche righe alle creature dalla vita effimera: i vegetali di cui il Signore ha riempito la terra e gli animali che “tornano alla terra”. Subito dopo l’autore sacro parla dell’essere umano e della sua vocazione (è il brano proposto dalla liturgia).
La concezione della persona umana che appare da questo testo è molto elevata. Dio ha creato gli esseri umani a sua immagine e li ha dotati di straordinarie prerogative spirituali, intelligenza, conoscenza del bene e del male, capacità di lodare Dio.
Con l’umanità Dio ha stabilito un’alleanza eterna e le ha conferito i suoi comandamenti, che hanno come scopo la pratica della giustizia in tutti i suoi aspetti, e ciò anche al di fuori di Israele.
La finitudine e la grandezza caratterizzano dunque l’essere umano, riconosciuto come una creatura, legato alla polvere e alla terra, fragile e minacciato di morte, eppure congiunto al suo Creatore da una relazione speciale e unica.
Creatura fra le altre creature, l’essere umano è nondimeno in rapporto di responsabilità nei confronti degli altri esseri che fanno parte del suo mondo: anche questa è la sua grandezza.
Noi credenti dovremmo vedere con immensa commozione, stupore e gratitudine l’altissima dignità di ogni persona che al di là del suo colore razza popolo e lingua porta impressa in se stessa, nel suo DNA,
l’immagine di Dio! come ci ha detto proprio il Siracide: “rivestiti di una forza pari alla sua e formati a sua immagine”.
Vi lascio con un frammento della “Preghiera cristiana con il creato” che chiude l’Enciclica Laudato sì’
di Papa Francesco (24 maggio 2015)
Signore Dio, Uno e Trino,
comunità stupenda di amore infinito,
insegnaci a contemplarti
nella bellezza dell’universo,
dove tutto ci parla di te.
Risveglia la nostra lode e la nostra gratitudine
per ogni essere che hai creato.
Donaci la grazia di sentirci intimamente uniti
con tutto ciò che esiste.
Dio d’amore,
mostraci il nostro posto in questo mondo
come strumenti del tuo affetto
per tutti gli esseri di questa terra,
perché nemmeno uno di essi
è dimenticato da te.
I poveri e la terra stanno gridando:
Signore, prendi noi
col tuo potere e la tua luce,
per proteggere ogni vita,
per preparare un futuro migliore,
affinché venga il tuo Regno di giustizia,
di pace, di amore e di bellezza.
Laudato si’!
Ora e sempre. Amen.
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