I DOPO MARTIRIO

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Storie che accadono. Voci che restano. Approfondimenti, parole e testimonianze

I DOPO MARTIRIO               –          31 agosto 2025

«Nella conversione e nella calma sta la vostra salvezza»

Con questa domenica si apre un nuovo tratto del nostro cammino; abbandoniamo le grandi tappe della storia della salvezza e ci immergiamo nel mistero di Gesù e della sua Chiesa.

Ogni eucaristia, infatti, è confessione di fede cristologica: «Annunziamo la tua morte, Signore, proclamiamo la tua risurrezione, nell’attesa della tua venuta!». E, nello stesso tempo, è celebrazione di chiesa ed edificazione di quella chiesa che, camminando nella storia, deve giungere a presentarsi al suo Signore e al suo Dio, purificata e santificata dal sangue della Croce, nonostante i peccati di noi che formiamo il corpo di Cristo.

Vorrei riprendere una frase della parola ispirata del profeta Isaia particolarmente forte e consolante: «Nella conversione e nella calma sta la vostra salvezza, nell’abbandono confidente sta la vostra forza».

La NOSTRA SALVEZZA, che è come dire: per noi, per questa comunità (come per ciascuno e per tutti)

il nostro futuro di bene, di pace e prosperità spirituale dipendono dalla nostra continua conversione,

dal continuo misurarsi sul progetto di Dio e sulla sua parola. Dipenderanno sempre (come dice l’Apostolo Paolo – Ef 4, 23-24) “da quel continuo rinnovarci nello spirito della nostra mente per rivestire l’uomo nuovo, creato secondo Dio nella giustizia e nella vera santità”.

La CALMA di cui parla il profeta, non è l’ignavia, lo sterile quieto vivere, nemmeno il pigro tran tran o il rimandare sempre tutto, o la ripetizione opaca di ciò che si è sempre fatto, ma la profonda consapevolezza che la nostra vita è sempre e totalmente nella mano di Dio, che solo in lui e per lui possiamo prosperare,

raggiungere nuovi orizzonti di bene e di fraternità, perché, come dice Gesù stesso, “senza di me non potete far nulla!”.

La FORZA, di cui parla Isaia, non è certo la violenza e la prevaricazione, l’imposizione ideologica o acritica

della propria volontà, ma il coraggio, la tenacia, la perseveranza, la sopportazione, la fiducia nelle avversità, la sapiente letture delle situazioni alla luce della fede.

Con la chiarezza che tutto è donato e che la nostra sofferenza – quando ci è data – chiede più amore.  Amore gratuito. Follemente gratuito.

La “NOSTRA” forza cioè la testimonianza misericordiosa della grazia di Dio, dipenderà dunque non solo o non tanto dalle iniziative, dalle mille cose che si faranno, le belle manifestazioni e le novità, ma dall’abbandono confidente, dalla docilità alla voce dello Spirito dalla carità umile e paziente con cui sapremo plasmare la vita quotidiana delle nostre relazioni personali, perché emerga il volto santo di Gesù,

il Signore di tutti.

Nella conversione e nella calma sta la nostra salvezza, nell’abbandono confidente sta la nostra forza.

Vi lascio alcune delle forti e suggestive parole di don Primo Mazzolari.

Ci impegniamo noi e non gli altri, unicamente noi e non gli altri, né chi sta in alto, né chi sta in basso,
né chi crede, né chi non crede.

Ci impegniamo senza pretendere che altri s’impegnino, con noi o per suo conto, come noi o in altro modo.

Ci impegniamo senza giudicare chi non s’impegna, senza accusare chi non s’impegna, senza condannare chi non s’impegna, senza disimpegnarci perché altri non s’impegna.

Ci impegniamo perché non potremmo non impegnarci. C’è qualcuno o qualche cosa in noi, un istinto, una ragione, una vocazione, una grazia, più forte di noi stessi.

Ci impegniamo per trovare un senso alla vita, a questa vita, alla nostra vita, una ragione che non sia una delle tante ragioni che ben conosciamo e che non ci prendono il cuore.

Ci interessa perderci per qualche cosa o per qualcuno che rimarrà anche dopo che noi saremo passati
e che costituisce la ragione del nostro ritrovarci.

Ci impegniamo a portare un destino eterno nel tempo, a sentirci responsabili di tutto e di tutti, ad avviarci, sia pure attraverso un lungo errare, verso l’amore.

Ci impegniamo perché noi crediamo all’amore, la sola certezza che non teme confronti, la sola che basta per impegnarci perpetuamente.

Ora e sempre. AMEN.

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