Mercoledì 8 luglio 2026 – Casa del Sorriso
Alle sette e mezza di sera il sole picchia ancora forte, ostinato, in questa torrida giornata di luglio. Siamo stanchi, accaldati, e vorremmo solo una sdraio e una bibita ghiacciata.
Appena varchi la soglia, il clima cambia. Dentro c’è movimento, c’è voce, c’è vita: educatori e ragazze che si incrociano nel piccolo giardino dove si terrà la festa, sistemano le ultime sedie, preparano un tavolo, aggiustano un dettaglio del vestito, si chiamano e ridono.
La porta è spalancata per accogliere chi arriva. Qualcuno porta un buon piatto cucinato in casa, qualcun altro una bevanda o frutta fresca da condividere. Entrano timidi, ma vengono subito avvolti da quell’accoglienza che qui è un modo di stare al mondo: semplice e vera.
Non è un’accoglienza qualunque. È un’accoglienza con un sorriso speciale: quello che ti sfiora la pelle come la brezza sulla riva del mare, quella che anche nei giorni più torridi riesce a portare un fresco sollievo.
Più tardi capisci perché, quando vengono pronunciate quelle parole che illuminano tutto: solo chi passa dalla sofferenza e ritorna a rivedere la luce può sentire ancora amici i raggi del sole, quelli che portano la speranza di un nuovo giorno.
…
All’uscita, qualcuno ci mette in mano un piccolo tubetto di dentifricio. Restiamo lì, un istante, a guardarlo. Un tubetto di dentifricio. Niente di più.
Poi ci incamminiamo a piedi sotto le stelle, e un sorriso ci sfiora le labbra: forse, con quel dentifricio, sarà ancora più luminoso.
Proprio come il loro.
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