ASSUNZIONE – 15 agosto 2026
Come ogni anno, in comunione con tutta la Chiesa celebriamo una delle feste più antiche e amate dedicate a Maria Santissima: la festa della sua assunzione alla gloria del Cielo. Ogni anno a sostegno della nostra meditazione la liturgia ci offre una densa pagina tratta dall’Apocalisse.
Lo scorso anno mi ero soffermato a riflettere sul tema dell’ARCA.
Oggi vorrei soffermarmi su un altro ‘protagonista’ (si potrebbe anche dire così) del brano dell’Apocalisse: IL CIELO. L’espressione “nel cielo” cadenza per ben 4 volte tutta la Lettura odierna (e percorre l’intera Apocalisse, ricorrendo oltre 50 volte).
Gli fa come da eco la preghiera del prefazio, dove sentiremo queste belle parole: “Oggi la Vergine madre di Cristo è assunta nella gloria dei cieli. In lei, primizia e immagine della Chiesa, riveli il compimento del mistero di salvezza e fai risplendere per il tuo popolo, pellegrino sulla terra, un segno di consolazione e di sicura speranza”.
Il cielo, e si potrebbe aggiungere, paradossalmente, questo sconosciuto!
Certo, telescopi sempre più potenti e raffinati ne scrutano gli anfratti più reconditi e lontani… Satelliti di ogni tipo lo esplorano ormai incessantemente, gli aerei lo affollano notte e giorno, ma lui, il cielo, mi sembra rimanga sempre più buio, minaccioso e lontano… e silenzioso!
Non so se i nostri ragazzi sanno ancora emozionarsi per un cielo stellato…
Il popolo delle discoteche riprende l’aria aperta quando è già l’alba e le stelle si sono ormai nascoste…
Discount e supermercati catturano attenzioni ed emozioni degli ultimi abitatori della notte…
Le nostre televisioni si offrono a tutti, a tutte le ore, per ingannare i nostri occhi come viatico alla solitudine…
E per chi fosse ancora disponibile per uno sguardo al cielo Facebook, WhatsApp e mille altre chat sanno bene come intercettare e avvincere a sé i nostri stanchi occhi…!!!
Ancora oggi, purtroppo, per tantissimi uomini e donne, ci sono solo cieli cupi portatori di morte… Per tutto il pianeta cieli grigi, opachi, inquinati, devastati e violentati dalla nostra incuria e superbia…
Al credente che rischia di non saper più alzare gli occhi al cielo si offre la bellissima festa di oggi: c’è un cielo accogliente e santo, una casa ospitale e amica, una mèta luminosa che ci attende; al di là di tutto ed oltre i nostri poveri sguardi c’è il tempio di Dio, una mano tesa in un’alleanza eterna, una voce potente che sa ancora raggiungere i nostri cuori incerti e annunciare la bella notizia: nel cielo, a proteggere e seguire la nostra vita, custode amorevole dei nostri giorni, c’è una DONNA, una madre, tutta tenerezza e misericordia.
Ha condiviso in tutto la nostra condizione umana, gridando per le doglie e il travaglio del parto; ha sentito su di sé l’ostilità e la persecuzione di quell’enorme drago rosso pronto a divorare il bambino appena lo avesse partorito.
Donna vestita di sole, con la luna sotto i suoi piedi e, sul capo, una corona di dodici stelle… essa rimane
ora e per sempre e per tutti come segno grandioso nel cielo, potente baluardo contro il male, luminosa traccia nell’oscurità del mondo.
A lei possiamo e dobbiamo guardare, noi pellegrini sulla terra, nelle nostre infinite ore opache e tristi, desolate e vuote, perché non ci manchi mai la forza della sua consolazione e l’àncora di una sicura speranza.
Ora e sempre. AMEN.
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