I DOPO LA DEDICAZIONE – 25 ottobre 2026
Senso del cammino.
Questa domenica e la prossima portano due sottotitoli: I: Il mandato missionario II: La partecipazione delle genti alla salvezza. A partire dalla contemplazione della Chiesa cattedrale, siamo invitati ad aprire il cuore alla missione, sapendo che il Vangelo è per tutti gli uomini.
Ma in che cosa consiste, propriamente, la missione? Poggia su alcune convinzioni.
1. Dio non fa preferenze di persone.
(Come dice Pietro: sto rendendomi conto che Dio non fa preferenza di persone!)
Noi facciamo preferenze: privilegiamo qualcuno contro o a scapito di un altro. Le nostre scelte sono sempre ‘escludenti’ (scelgono uno ed escludono l’altro, se vado da una parte non posso andare dall’altra).
Dio invece abbraccia tutti nell’unico disegno di salvezza. Egli che è creatore e Padre vuole per tutti l’unico inestimabile bene della salvezza.
Egli ama ciascuna creatura di un amore unico e singolare, ma non mette mai questo amore per l’uno in contrapposizione con l’amore per l’altro. Dio non fa preferenze di persone!
2. Gesù Cristo: il Signore di tutti.
(… per mezzo di Gesù Cristo: questi è il Signore di tutti).
La salvezza non è una questione intellettuale, non è un affare burocratico, non è un guadagno economico, non la conquista di un privilegio.
La salvezza è l’incontro con una persona: Gesù Cristo. Egli è il dono più grande, il bene supremo, l’unico vero bene necessario, il bene veramente universale. Ed insieme il bene veramente personale (che riguarda la persona), l’unico esclusivamente individuale (che è per te perché sei te). L’unico bene che ci corrisponde (che risponde al nostro bisogno), perciò indispensabile!
3. L’annuncio di Cristo crocifisso.
(Noi invece annunciamo Cristo crocifisso…)
La missione cristiana non potrà mai essere un fatto trionfalistico. Non potrà mai poggiare sulla prepotenza. Non sarà mai una conquista, ma avrà sempre in se stessa le stigmate della croce! Cuore della missione è la presentazione di Cristo, il Dio crocifisso, scandalo e stoltezza.
In lui si rivela l’amore di Dio per le sue creature. Lì c’è la piena manifestazione dell’identità di Dio. Lì c’è il paradosso cristiano, l’inaudito (mai ascoltato), l’inudibile (non udibile), l’inutile (disinteressato/gratuito).
Oggi condivido le parole di papa Leone nel suo messaggio per la 100ma Giornata Missionaria Mondiale:
«L’essere cristiani non è anzitutto un insieme di pratiche o idee: è una vita in unione con Cristo, nella quale siamo resi partecipi della relazione filiale che Egli vive con il Padre nello Spirito Santo. Significa dimorare in Cristo come i tralci nella vite (cfr Gv 15,4), immersi nella vita trinitaria. Da questa unione scaturisce la comunione reciproca tra i credenti e nasce ogni fecondità missionaria. Sì, «la comunione è insieme sorgente e frutto della missione».
Ora e sempre. Amen.
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