PENTECOSTE  –  24 maggio 2026

Storie che accadono. Voci che restano. Approfondimenti, parole e testimonianze

PENTECOSTE  –  24 maggio 2026

Il vangelo ci propone la prima delle brevi cinque unità che riguardano lo Spirito presenti nei discorsi dell’addio del In vangelo (cc. 14-17). La VI domenica di pasqua ci aveva offerto la riflessione sulla seconda piccola unità: il Paràclito era colui che aveva il compito di insegnare e RICORDARE.

Vorrei mettere in luce un altro ruolo dello Spirito: lo Spirito svolge anche un compito UNITIVO.
Gli apostoli a Gerusalemme parlano con gente diversa per razza lingua cultura… riuscendo a comunicare superando ogni barriera. L’ambizione dello Spirito è creare unità là dove c’è la diversità.

L’altro da noi, e dunque sempre diverso, chiunque egli sia, fa sempre problema. Quante difficoltà sono presenti nella FAMIGLIA (soprattutto in questi tempi) che è il luogo primario di una continua educazione alla diversità… una formidabile impresa di pace…

E poi quanta fatica nel nostro cosiddetto MONDO CRISTIANO ad integrare l’altro, differente per cultura religione razza…

Anche nelle NOSTRE COMUNITÀ, l’altro è spesso solo tollerato, sopportato… si porta avanti una convivenza basata sulla convenienza…

Fra i nostri ragazzi: vivono fianco a fianco per anni… ma per un nulla scattano reazioni violente, parolacce, offese… litigi…

Gli adulti sono più raffinati. Fra le mura domestiche magari esplodono virulenti contrasti… [non solo genitori e figli piccoli, ma figli e genitori anziani!!!] ma al di fuori tutto si stempera… tutto appare levigato e innocuo: semplicemente ci si ignora!

Il drammatico attentato di Modena ha evidenziato quanto siamo tutti sensibili al problema dell’accoglienza e alla sfida della vera integrazione…

Celebrare la Pentecoste vuol dire entrare nel dinamismo dello Spirito che ci porta a creare rapporti nuovi con tutti, nel segno di una reale comunione del cuore…

È la presenza dello Spirito che scioglie le nostre durezze, le nostre chiusure, gli egoismi, le paure che ci bloccano, i narcisismi che ci fanno ruotare solo intorno a noi stessi. 

Tu credi nello Spirito santo? Verifica cosa c’è nel tuo animo, verifica con quale sguardo guardi l’altro,…

osserva se c’è in te il desiderio di vincere qualche divisione, smussare qualche incomprensione, gettare ponti di fraternità … Verifica se sei uno che unisce, che rappacifica, che crea comunione armonia, attenzione, rispetto.

Vi lascio oggi, anzitutto, con le belle parole di Papa Leone, pentecoste del 2025:

Lo Spirito Santo fa maturare in noi i frutti che ci aiutano a vivere relazioni vere e buone. Lo Spirito allarga le frontiere dei nostri rapporti con gli altri e ci apre alla gioia della fraternità. Siamo davvero la Chiesa del Risorto e i discepoli della Pentecoste soltanto se tra di noi non ci sono né frontiere e né divisioni, se nella Chiesa sappiamo dialogare e accoglierci reciprocamente integrando le nostre diversità, se come Chiesa diventiamo uno spazio accogliente e ospitale verso tutti.

E poi vi lascio le parole di una canzone che a suo modo dice l’anelito del cuore umano all’unità e alla comunione. Renato Zero: Immi Ruah (Spirito divino – Album AMO)

Immi ruah, Sempre più mi convincerò

Che quel che cerco non ha mai bandiere.

Immi ruah,

Non cercare lontano l’amore che hai nel cuore

Siamo tutti sotto questo cielo

Siamo figli di un colore solo.

Immi ruah,

Siamo tutti sotto questo cielo.

In un mondo possibile.

Ora e per sempre. Amen.

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Spiritualità

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