X DOPO PENTECOSTE – 2 agosto 2026
Oggi la liturgia ci fa sostare davanti ad una parte della grande Preghiera che Salomone eleva al Signore dopo la costruzione del tempio di Gerusalemme. Dice Salomone:
Ma è proprio vero
che Dio abita sulla terra?
Ecco, i cieli e i cieli dei cieli
non possono contenerti,
tanto meno questa casa
che io ho costruito!
Certo, né questo tempio, né nessun altro tempio… nemmeno la stanzetta della mia casa… o la cappellina tanto romantica dispersa fra i monti… potrà contenere colui che è l’Immenso e l’Eterno! Ma questo tempio e ogni altro tempio, fino a quel tempio misterioso e insondabile che è il nostro cuore/coscienza possono diventare il LUOGO DELL’INCONTRO.
Qui, e ovunque tu voglia, mio Signore e mio Dio, fatti presente, ascolta la preghiera, ascolta e perdona.
Siano aperti i tuoi occhi notte e giorno verso questa casa, verso il luogo di cui hai detto: “Lì porrò il mio nome!”. Ascolta la preghiera che il tuo servo innalza in questo luogo, ascolta e perdona.
La preghiera di Salomone continua presentando molte situazioni concrete di vita…
Se uno pecca contro il suo prossimo….
Quando il tuo popolo Israele sarà sconfitto di fronte al nemico perché ha peccato contro di te…
Quando si chiuderà il cielo e non ci sarà pioggia perché hanno peccato contro di te…
Quando sulla terra ci sarà fame o peste,…
Anche lo straniero, che non è del tuo popolo Israele,…se egli viene a pregare in questo tempio…tu ascolta nel cielo…
Quando peccheranno contro di te,…perché non c’è nessuno che non pecchi…perdona al tuo popolo che ha peccato contro di te… perché si tratta del tuo popolo… della tua eredità… della tua proprietà tra i popoli…
Anche noi, Signore, osiamo confidare – che qui e ovunque – ascolterai la nostra preghiera. La ascolterai non in virtù dei nostri meriti, né delle nostre incerte promesse, né per la nostra giustizia… ma per la ricchezza del tuo amore, la sovrabbondanza della tua misericordia, l’infinita benevolenza del tuo cuore,
l’eterna fedeltà alle tue promesse.
Ma noi, Signore,
saremo così umili da invocarti?
Sapremo riconoscere i nostri peccati?
Sapremo ammettere che è per causa nostra se tanti mali ci affliggono?
Sapremo metterci in ginocchio e chiedere perdono?
Con Salomone possiamo pregare anche noi:
Il Signore, nostro Dio,
sia con noi come è stato con i nostri padri;
non ci abbandoni e non ci respinga,
ma volga piuttosto i nostri cuori verso di lui,
perché seguiamo tutte le sue vie
e osserviamo i comandi,
le leggi e le norme
che ha ordinato ai nostri padri….
perché si prolunghino i tuoi giorni
e tu sia FELICE
nel paese che il Signore, tuo Dio, ti dà.
Ora e sempre. Amen.
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