Quando una stella torna a brillare
Le parole di Maurizio De Giovanni in una serata speciale
Olgiate Olona – ore 22.30
Una serata speciale. Non solo in senso meteorologico: dopo settimane di caldo asfissiante, finalmente una ventata d’aria fresca. Ma speciale anche per le parole di Maurizio De Giovanni.
Forse non tutti hanno letto i suoi libri gialli, ma quasi tutti ne hanno sentito parlare, o hanno visto in TV le serie dedicate al Commissario Ricciardi, Mina Settembre, Sara…
Il suo discorso, che dietro l’ironia svela una profonda umanità, comincia con un pappagallo muto: non parla, ma comanda nell’ombra. Poi ci racconta di Sara, che — proprio nel momento in cui raggiunge la pensione — rinasce, perché capisce che c’è ancora bisogno di lei, delle sue competenze e della sua esperienza.
E ci parla anche di chi — come l’amico Andrea Camilleri — sapeva vedere anche nel buio della cecità, e riconoscere la felicità nel ricordo di una vecchia fotografia, di quando si era bambini o di una persona amata. Quello stesso amore che muove i suoi personaggi e commuove i suoi lettori.
Alla fine, il grande applauso dei duecento presenti in sala, seguito dal rito classico del firmacopie. Poi usciamo nella notte.
Un lampione, per un attimo, ci impedisce di vedere il cielo. Ma bastano pochi passi… e finalmente riusciamo a intravedere, nel cielo terso, il luccicare di una stella in questa notte buia.
E proprio allora, ci tornano in mente le parole di un altro grande scrittore di gialli, Joël Dicker:“In fondo le persone sono come le stelle, solo se le guardi con attenzione ti accorgi di quanto brillano.”
O.I.
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