
-Battesimo di Gesu'
(particolare altare maggiore)
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| STORIA
DELLA CHIESA DI BERGORO (*) 
- Chiesa San Giovanni Ba5ttisto , Bergoro (prima del inizi '900)
Tratto dal libretto celebrativo edito in occasione del 350°anniversario
della Parrocchia San Giovanni Battista di Bergoro il 24 giugno 1997, grazie
allimpegno e al lavoro svolto da Gianni Garoni.- |
La prima chiesa di Bergoro (*) era una cappelletta
situata allinizio della via San Rocco, era dedicata a S. Materno. Citata dal Bussero
nel suo elenco delle Chiese del 1300, andò poi via via sempre più in rovina finché tra
la fine del XV^ secolo e linizio del XVI^ secolo venne demolita ed il materiale di
recupero fu usato per restaurare la Chiesa di San Giovanni Battista.

La prima descrizione della chiesa di San Giovanni Battista è quella di P. Leonetto
nel 1566 che annota: la chiesa è antica, coperta e pavimentata, ha il battistero,
laltare e il cimitero aperto davanti alla chiesa e due campanelle.Durante la visita
pastorale di S. Carlo Borromeo nel 1582 i bergoresi chiesero al cardinale di erigere a
parrocchia la loro chiesa ma la ottennero solo nel 1647 con Decreto dellArcivescovo
Cesare Monti succeduto al Cardinale Federico Borromeo .
(da La Chiesa di Bergoro del sac. Luigi Del Torchio)
Fu ampliata da Don Ambrogio Nidasio nellanno 1960 con il prolungamento della navata
per aumentarne la capienza. In questa occasione viene eliminato il portico a colonnato che
le fa perdere in parte la sua originalità, compensata dal fatto che la facciata viene
rivestita in cotto con finestre lavorate e il portale decorato da Mario Jannini Muzio.Le
porte in bronzo, a formelle, raccontano la vita di San Giovanni Battista.
Nel 1983 commissionata da Don Mario Mascheroni viene realizzata dallartista italiano
Sergio Michilini la"Crocifissione", nel catino absidale della chiesa utilizzando
la tecnica dellaffresco tradizionale, che misura 18 mq.

Crocefissione
Capitolo 1
Tracciare una breve storia della parrocchia di Bergoro non può
prescindere dalla storia generale del paese che con la parrocchia è un tuttuno.
Probabilmente prima dellanno Mille difficilmente sono reperibili documenti storici
che possano definire con precisione la comunità del nostro borgo. Daltra parte il
ritrovamento di sepolture romane in valle in territorio di Bergoro, non possono
prescindere da un vicino insediamento, tanto più che, a mezza costa, dal lato della Valle
Olona di Bergoro-Fagnano pare certo che passasse unimportante strada romana. Inoltre
altri indizi ci portano a ritenere che Bergoro esistesse già in epoca molto antica.
La citazione di una fontana di Bergoro , le cui acque avevano proprietà
particolari, è inequivocabilmente legata alla vicenda della principessa Longobarda
Manigunda legata al monastero di Cairate (anno 737).
La stessa etimologia di Bergoro che nel tempo si trova come Berghero, Bergaro,
Bergori,contiene in sé una radice berg berga di chiara origine
longobarda.
- Decollazione di Giovanni Battista Possiamo quindi immaginare la nostra zona un tempo
isolata dalla grande fascia di boschi Maioli e Uboldi a Est e dalla brughiera a Ovest,
solcata nel mezzo dal fiume Olona e abitata da primitive popolazioni appartenenti al
gruppo ligure.
Sono popoli poveri ancorati alla loro terra con una profonda unità familiare, soprattutto
dediti alla difesa, divisi in tribù non organizzate tra loro.
Linvasione celtica del V° secolo a.c. fa si che le tribù che non si assoggettano
alla potenza dellinvasore debbano ritirasi in territori isolati e impervi al di
fuori delle vie di comunicazione.
Il nostro territorio in generale potrebbe essersi prestato in quel periodo quale rifugio
di queste popolazioni che si preservarono fino allarrivo delle civiltà romana.
(A tale proposito interessanti pubblicazioni documentano queste vicende basandosi su studi
etimologici).
Larrivo dei Romani con la costruzione sul nostro territorio di strade, con
linsediamento di famiglie di ex-legionari a cui vengono assegnate le terre
(innumerevoli tracce di centuriazione romana sono state trovate sul territorio) portano la
nostra zona ad uscire da quello stato di territorio semi-selvaggio.
Siamo ormai vicini allarrivo dei Longobardi che, come già detto, hanno avuto un
certo legame con il nostro paese.
Proprio congetturando sulla radice del nostro nome si potrebbe infatti pensare Bergoro
allorigine come un insediamento longobardo di guerrieri.
Una Arimannia Longobarda sorta in prossimità di insediamenti certi di
Cairate(Monastero) o Vico Seprio, come primo avamposto di difesa.
Per arrivare invece ad una datazione storica certa dobbiamo aspettare la citazione di
Goffredo da Bussero, Canonico di Rovello, che nella sua classificazione delle chiese della
diocesi di Milano intorno databile intorno agli anni 1290-1310, raccolta nel LIBER
NOTITIAE SANCTORUM MEDIOLANENSIS cita testualmente: Loci Bergori; ecclesiae
S.Materni.
Questa citazione, basilare per la nostra storia, ci porta due elementi di estremo
interesse:
-Bergoro è un loco romano, cioè nella classificazione romana degli insediamenti che
prevedevano, a scalre, il vicus (città), il pagus (paese) e il locus (luogo), pur nella
sua struttura ridotta è già unentità a sé.
Tradotto in parole moderne, è una località ben precisa e autonoma.
-La chiesa citata non è lattuale parrocchiale, ma San Materno di cui non esiste
più alcuna traccia se non la croce a ricordo posta allincrocio delle attuali Vie
San Rocco e San Giovanni.
Capitolo 2

- Decollazione di Giovanni Battista
La parrocchia, come fulcro dellorganizzazione ecclesiale, prende
il suo avvio graduale a partire dal IV° secolo fino ad arrivare ad affermarsi parecchi
secoli dopo.
Infatti per molti secoli, lorganizzazione ecclesiale si fondò sulla Pieve e sulla
chiesa madre o pievana dove cera il battistero e labitazione dei canonici, che
giravano per le parrocchie per le funzioni liturgiche senza però risiedervi.
Inoltre, in alcuni luoghi dove la popolazione era molto dispersa nei grandi possedimenti
terrieri per cui era difficile anche raggiungere la chiesa pievana o parrocchiale per le
funzioni, sorsero numerosi oratoria privata( = cappelle private) parte delle
quali divennero in seguito parrocchie essi stessi.
Pare che la prima suddivisione in pievi della nostra zona assegnasse il nostro territorio
alla pieve del Seprio che aveva in Castelseprio il Battistero e la residenza dei canonici.
Durante la dominazione dei Franchi (sec.IX) si ha il riassetto delle pievi e la loro
suddivisione;
Bergoro con tutta la Valle Olona da Cairate a Castellanza , compreso Busto Arsizio, viene
assegnato alla pieve di Olgiate Olona e vi resterà fino al 1583 (anno in cui con decreto
di San Carlo Borromeo, la pieve viene trasferita a Busto Arsizio).
Al tempo del censimento di Goffredo da Bussero la pieve di Olgiate contava 34 chiese tra
parrocchiali e non , fra le quali San Materno a Bergoro.

- Decollazione di Giovanni Battista (il cagnetto di Erodiade,
particolare)
Nel tempo però i nuclei abitativi più grossi, tendendo a diventare borghi, cioè
comunità rette in proprio, cercarono di dotare la propria chiesa di benefici
che permettessero la residenza stabile del sacerdote usufruttuario di tali beni.
Cos non avviene per la chiesa di San Materno che da qui in poi ha ben poca fortuna
se pure resiste fino ai primi del 1600 quando, dai documenti della visita del Cardinale
Cesare Monti del 1641,apprendiamo che è stata demolita e il materiale reimpiegato nel
restauro della chiesa di San Giovanni Battista.
Per contro già nel 1398 troviamo fra le chiese che versano una contribuzione alla diocesi
( NOTITIAE CLERI MEDIOLANENSIS DE ANO 1398 di M.Magistretti) elencata San Jhoannis de
Bergoro.
Con tutta probabilità la spiegazione della decadenza della chiesa di San Materno e per
contro il nascere e laffermarsi della chiesa di San Giovanni Battista sta nel fatto
che dal 1306 risulta residente a Bergoro la Famiglia Palazzi, famiglia senzaltro
nobile, che lega la sua fortuna alla probabilmente già esistente cappella di San Giovanni
Battista portandola al rango di chiesa principale a discapito di San Materno.
Capitolo 3

- Decollazione di Giovanni Battista Erodiade e Salomè, particolare)
Se Bergoro sia stato infeudato, cioè se sia stato assegnato quale feudo alla Famiglia
Palazzi dalle nostre piccole ricerche non ci è dato di sapere.Di certo il nome di questa
nobile famiglia compare in Bergoro per almeno 5 o 6 secoli, sempre con carattere di
nobiltà tanto che nel libro dei morti della Parrocchia (forse lultima datazione dei
Palazzi a Bergoro) troviamo che nel 1738
addì 15 marzo:
Sig.P.D. GIUSEPPE PALAZZI è passato da questa a miglior vita doppo aver ricevuti gli S.S.
Sacramenti di Penitenza, Euchà ed Estrema Onzione essendo danni ottantacinque
incirca, e da me P.Pietro Francesco Perazza Curato di Bergoro con altri undici RR
Sacerdoti gli è stato fatto il corpo, ed settimo con solennità.
Eda rilevare come la presenza di ben 12 Sacerdoti alle esequie era senzaltro
indice di grande nobiltà (Generalmente le esequie erano eseguite da 2/4 sacerdoti).
La presenza dei Palazzi è stata effettiva ed anche attiva per la nascita della
Parrocchia, in quanto nel 1631 essendo stato conferito ai Sigg.ri Palazzi il Jus Patronato
della Cappella di S.Gio.Batta (S.Giovanni Battista) di Bergoro, essi la dotarono di beni
consistenti in quaranta pertiche di campo e di una casa da massaro con un chioso (orto)
annesso di pertiche quattro,ecc. (segue elenco di altri beni!).
Veniva così costituito in questi anni il cosiddetto Beneficio Parrocchiale
necessario per mantenere un sacerdote fisso presso questa sola Chiesa di S.Giovanni
Battista di Bergoro.
Capitolo 4

- Decollazione di Giovanni Battista (particolare)
Fondamentali per le vicende che precedono lerezione di Bergoro a parrocchia sono gli
episcopati dei Borromeo (San Carlo e Federico Borromeo).
Nel 1566 infatti, il visitatore apostolico mandato da San Carlo Borromeo a visitare le
parrocchie della diocesi in preparazione della visita pastorale, Padre Leonetto Clavone,
trova a Bergoro una situazione non molto florida in quanto la chiesa di San Materno è
cadente e la Chiesa di San Giovanni Battista necessita di alcuni interventi di restauro
se, come avverrà poi, la si sistemerà con i materiali di recupero derivati
dallabbattimento di San Materno.
Non sono tempi molto favorevoli perché un periodo di carestia, una piena dellOlona
e una epidemia di peste petecchiale si abbatterono negli anni successivi sulla nostra
zona. Nel frattempo uno stato danime del 1574 ci dà a Bergoro n.141 abitanti.
Nel 1582 viene fatta anche uninchiesta circa i beni della Cappellania di San
Giovanni Battista in Bergoro, forse in vista dello spostamento della pieve o forse già
cominciando a sondare per la costituzione del beneficio per la parrocchia. Probabilmente,
in questo momento la pieve di Olgiate Olona, un po in disgregazione, non aveva più
canonici da inviare nelle parrocchie più piccole e periferiche, perché ogni canonico era
diventato addetto alla propria cura o parrocchia; a Bergoro officiava pertanto (quando
cera ! probabilmente molto di rado) un canonico di San Vittore in Milano.
Importanza fondamentale assunse il decreto di San Carlo Borromeo del 4 aprile 1583 che
dispone la traslazione della Pieve da Olgiate a Busto Arsizio, centro ormai di massima
importanza per la nostra zona e che, grazie al combinarsi di fortuite vicende, finisce per
favorire insorgere della Parrocchia di Bergoro.
Infatti durante la visita pastorale del Cardinale Federico Borromeo (1603) gli viene
consegnato un memoriale perché si eriga in parrocchia la chiesa di San Giovanni in
Bergoro. Daltra parte il Cardinale ribadisce la necessità dellesecuzione dei
lavori che non erano ancora stati completati dalla precedente visita.
Contemporaneamente sempre durante la stessa visita pastorale, il medesimo Cardinale
Federico Borromeo ordina i lavori di restauro e rifacimento della Basilica di San Giovanni
Battista di Busto Arsizio. Essi iniziano poco dopo, tanto che nel 1609, per la costruzione
della Basilica, i Bustesi attingono copiosamente pietra da taglio da una cava posta lungo
la riva del fiume Olona presso il villaggio di Bergoro.
Per lestrazione di tali pietre da cava, che vengono impiegate a Busto per costruire
cornici, finestre basi e colonne, la comunità di Bergoro riceve 10 soldi per carro e
questi denari sono destinati a restaurare e ornare la Chiesa del villaggio di Bergoro,
anchessa dedicata a San Giovanni Battista.(Durante tali estrazioni vengono alla luce
anche sepolture romane che confermano la presenza romana come già accennato).
Probabilmente queste improvvise entrate straordinarie consentono alla comunità che da un
altro censimento (1603) era salita a 176 anime di dar corso alla sistemazione della
chiesa!
Dal punto di vista amministrativo la comunità era retta dai suoi Consoli e nei comizi
trattava le proprie faccende particolari.
Così, nel 1613 poi (siamo già sotto il dominio Spagnolo) i Consoli di Bergoro sono
presenti a Busto con i consoli degli altri paesi della Pieve, convocati da Pietro
Enriquez, conte de Fuentes, governatore del Ducato di Milano.
Fortunatamente poi, quando nel 1630, il bustese è colpito dalla peste in modo devastante,
a Bergoro il morbo forse arriva in scarsa misura tanto che i bergoresi inviano in questo
periodo a Busto viveri (uova e granaglie) per aiutare la popolazione del Borgo, avendone,
probabilmente poi merito quando, dovendo chiedere la parrocchia, avrà bisogno
dellappoggio e della benevolenza del clero bustese (Prevosto) nei confronti
dellarcivescovo per avere la sospirata autorizzazione.
Finalmente con decreto del 1° giugno 1647 dellArcivescovo Cesare Monti, nel frattempo
succeduto al Cardinal Federico Borromeo, laspirazione di Bergoro ad essere
parrocchia viene coronato da successo.
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(*) Documenti storici su Bergoro raccolti in Internet (**)
(a cura di Paolo Macchi)
sec. VIII-XIV
Il nome Bergoro deriva dalla radice germanica berga, che significa
stanziamento. Il suo nome è legato , nella leggenda e nelle tradizioni
piu antiche alla fontana al personaggio diella monaca Manigunda. e al
presunto atto di fondazione del Monastero di S.Maria Assunta di Cairate, che sarebbe stato
redatto nel 737 d.c. :
+ In Christi nomine. regnante domno nostro Liuprando et Eldeprando nostri
exellentissimi regibus, anno eorum vigesimo sexto et tertio, mense iulias, indictione
quinta; feliciter. Ego Manigunda per Dei misericordia Dei ancilla et ueste monialis induta
sum, qui uisa sum uiuere lege Longobardorum, presens presentibus dixi: Dominus homnipotens
ac redemptor noster anima, quas condidit, ad studium salutis semper inuitat. Et ideo ego
que supra Manigunda uolo et iudico pro amore domini mei Iesu Christi et eius genitricis
Uirginis Marie facere monasterio in suis proprietatibus in loco Cariade iusta fluuio
Olona, comitatum Sepriense, et ibi ad ipso monasterio uolo facere pro amore domini mei
Iesu Christi et eiusdem Uirginis Marie et anime mee uel quondam genitori et genitricis mee
atque aliorum parentorum meorum remedium, ad ipso monasterio, casis, curtis, sediminas et
omnibus rebus, territoriis et familiis iuris mei quibus abere uisa sum in eodem uigo et
fundo Cariade uel in eis territorias aut ubi ubi per alias locis infra ipsum regnum
Italicum habere uisa sum. et iterum uolo et iudico illas monachas, qui in ipso monasterio
Questa nobile monaca è ricordata dagli abitanti di Bergoro per una leggenda legata alla
fontana di Bergoro, sita a mezza costa sulla strada che scende in Valle.
Questa fonte che sgorga dalla roccia è menzionata fin dal 742 d.c. e pare che Anastasio,
Vescovo di Pavia, la frequentasse e che la nobile monaca longobarda sarebbe guarita da
malattia dopo aver bevuto l'acqua di questa fonte; avrebbe dunque deciso di stabilirsi in
questa zona,fondando il Monastero di S.Maria Assunta a Cairate.

sec. XIV - 1667
La chiesa di San Materno si trovava in eminentiori loco vallis, cioè nel luogo più
elevato rispetto alla valle.
La località della pieve di Olgiate Olona citata come Bergaro negli statuti delle strade e
delle acque del contado di Milano era tra le comunità che contribuivano alla manutenzione
della strada di Rho (Compartizione delle fagie 1346).
Parrocchia della diocesi di Milano. La capella di San Giovanni è citata nel
1398 tra quelle del plebato di Olgiate Olona (Notitia cleri 1398 L'originale si
trova alla Biblioteca Capitolare del Duomo ed e' un pezzo unico di valore inestimabile,
peraltro leggibilissimo; si possono fotografare singole pagine.).
il documento di Francesco Sforza precisa Bergoro come originariamente distinto da Fagnano
come emerge da questa missiva del 1450 (Registro n. 2, missiva 95):
Francesco Sforza a Giovanni Antonio Raimondi e al commissario di Castelseprio
1450 agosto 14, Lodi
Francesco Sforza ordina che per riguardo a Filippo Visconti non si permette il passaggio
di militari nelle località di Gorla Maggiore, Cairate e Bergoro.
Capitaneo (1) et commissario Seprii (2).
Nobiles dilecti nostri, ad contemplacione del spectabel affine nostro misser Filipo
Visconte siamo contenti et volemo che alli lochi et ville de Gorla Magiore, Cayrà et
Bergera non gli lassati stare né allogiare soldato veruno delli nostri, così da pede
como da cavalo, per finché havereti da noy altro in contrario. Laude, die xiiii augusti
1450.
Iohannes.
(1) Identificato come Giovanni Antonio Raimondi (cfr. SANTORO, Gli uffici, p. 201).
(2) Non identificato (la carica non è segnalata da SANTORO, Gli uffici).
Nei registri dellestimo del ducato di Milano del 1558 e nei
successivi aggiornamenti del XVII secolo Bergoro risultava ancora tra le comunità censite
nella medesima pieve (Estimo di Carlo V, Ducato di Milano, cartt. 35-36).
nel XVI secolo era identificata come rettoria (Liber seminarii 1564). La
parrocchia di San Giovanni Battista fu istituita nel giugno 1647 (Palestra 1977).
Nel secolo XVII la comunità pagava separatamente la sua porzione di sale, ammontante a 24
staia (Oppizzone 1634).
Nel 1668 per sentenza magistrale fu stabilita
laggregazione di Bergoro al comune di Fagnano, confermata successivamente dal senato
di Milano. Da quel tempo in avanti Fagnano con Bergoro vennero considerati come una
comunità sola (Risposte ai 45 quesiti, 1751; cart. 3073, fasc. 6). Nel Catasto detto
teresiano la mappa di I stazione di Fagnano, misurata dal geometra Andrea Tentorio dal 15
dicembre 1721 al 23 marzo 1722, considerò Bergoro ormai aggregato a Fagnano (Area
virtuale, MUT 58).
Nel 1753, durante la visita dellarcivescovo Giuseppe Pozzobonelli
nella pieve di Busto Arsizio, il numero dei parrocchiani era di 210 di cui 150 comunicati.
Entro i confini della parrocchia di Bergoro esisteva loratorio di San Rocco (Visita
Pozzobonelli, Pieve di Busto Arsizio).
Verso la fine del XVIII secolo, secondo la nota specifica delle esenzioni prediali a
favore delle parrocchie dello stato di Milano, la cura di San Giovanni Battista di Fagnano
con Bergoro possedeva fondi per 230.20 pertiche; il numero delle anime, conteggiato tra la
Pasqua del 1779 e quella del 1780, era di 301 (Nota parrocchie Stato di Milano, 1781).
Nella coeva tabella delle parrocchie della città e diocesi di Milano, la rendita netta
della parrocchia di Bergoro assommava a lire 983.6.9; la nomina del titolare del beneficio
spettava allordinario (Tabella parrocchie diocesi di Milano, 1781).
Nel 1901, allepoca della prima visita pastorale
dellarcivescovo Andrea Carlo Ferrari nella pieve di Busto Arsizio, il reddito netto
del beneficio parrocchiale assommava a lire 746; il clero era costituito dal parroco. I
parrocchiani erano 720; nel territorio parrocchiale esisteva loratorio di San Rocco;
nella chiesa parrocchiale era eretta la confraternita del Santissimo Sacramento. La
parrocchia era di nomina arcivescovile (Visita Ferrari, I, Pieve di Busto Arsizio).
Già compresa nella pieve di Busto Arsizio e nellomonimo vicariato foraneo, nella
regione III della diocesi, con la revisione della struttura territoriale attuata tra il
1971 e il 1972 (decreto 11 marzo 1971, RDMi 1971; Sinodo Colombo 1972, cost. 326) è stata
attribuita al decanato di Busto Arsizio nella zona pastorale IV di Rho.
dal 1668 epoca della riunificazione di Bergoro con Fagnano, , molti
documenti si susseguono e riguardanti il censimento effettuato allora:
comune di Fagnano con Bergoro
1668 - 1757
Secondo le risposte ai 45 quesiti del 1751 della II giunta del censimento,
il territorio aveva tre feudatari, cioè il conte Giovanni Prospero Visconti, il conte
Giovanni Antonio Visconti Borromeo e Antonio Visconti, ai quali la comunità non
effettuava pagamenti.
La giustizia era amministrata dal podestà feudale, allepoca Ambrogio Gattone, a cui
la comunità non pagava alcun salario. Il console prestava il giuramento sia alla banca
del vicario del Seprio che a quella del podestà feudale.
Fagnano aveva sotto di sé anche il comune di Bergoro, secondo laggregazione
stabilita per sentenza magistrale del 1668 e confermata successivamente dal senato di
Milano. Da quel momento Fagnano e Bergoro erano stati considerati una sola comunità, che
allepoca contava 1400 anime collettabili e non collettabili, e la divisione dei
carichi fiscali veniva effettuata senza alcuna separazione. Laggregazione di Bergoro
a Fagnano fu affermata anche nel 1730 dalla giunta del censimento (Aggregazioni di comuni
Stato di Milano, 1730).
Il comune era amministrato da tre sindaci rurali, che si chiamavano anche reggenti o
deputati e rappresentavano la comunità. Quando era necessario, ad istanza dei sindaci, si
indicevano i convocati del popolo nella piazza pubblica, alla presenza del console,
preannunciati dal suono della campana. Tali ufficiali, ai quali erano affidate
lamministrazione e la conservazione dello scarno patrimonio comunale, si eleggevano
e si sostituivano o si confermavano a piacere della comunità nel pubblico convocato del
popolo, cui dovevano intervenire il podestà feudale, o il suo luogotenente, e il
cancelliere. Lattività di gestione del comune si svolgeva comunque in accordo con i
primi estimati.
La comunità disponeva di un cancelliere residente nel territorio, che si occupava delle
pubbliche scritture, le quali erano conservate in una stanza pubblica, situata in Fagnano,
che era stata presa in affitto dalla comunità (Risposte ai 45 quesiti, 1751; cart. 3073,
vol. D XV, Milano, pieve di Olgiate Olona, fasc. 6).
Nel compartimento territoriale del 1757 Fagnano con Bergoro risultava far parte della
pieve di Olgiate Olona (editto 10 giugno 1757). Il comune venne inserito nel 1786 nella
provincia di Gallarate, con le altre località della pieve di Olgiate Olona, a seguito del
compartimento territoriale della Lombardia austriaca, che divise il territorio lombardo in
otto province (editto 26 settembre 1786 c). Nel 1791 la pieve di Olgiate Olona risultava
compresa nel distretto censuario XXX della provincia di Milano. Il cancelliere del
distretto risiedeva a Legnano (Compartimento Lombardia, 1791).
1798 - 1815
A seguito della legge 26 marzo 1798 di organizzazione del dipartimento del
Verbano (legge 6 germinale anno VI b) il comune di Fagnano con Bergoro venne inserito nel
distretto di Legnano. Soppresso il dipartimento del Verbano (legge 15 fruttidoro anno VI
c), con la successiva legge 26 settembre 1798 di ripartizione territoriale dei
dipartimenti dOlona, Alto Po, Serio e Mincio (legge 5 vendemmiale anno VII), Fagnano
entrò nel distretto di Busto Arsizio, che era stato collocato nel dipartimento
dellOlona. Con il compartimento territoriale del 1801 il comune fu spostato nel
distretto IV di Gallarate del dipartimento dellOlona (legge 23 fiorile anno IX). Nel
1805 il comune di Fagnano venne inserito nel cantone IV, di Legnano del distretto IV di
Gallarate nel dipartimento dOlona. Il comune era di III classe (decreto 8 giugno
1805 a).
A seguito dellaggregazione dei comuni del dipartimento dOlona (decreto 4
novembre 1809 a), in accordo con il piano previsto già nel 1807 e parzialmente rivisto
nel biennio successivo (Progetto di concentrazione 1807, Olona), il comune denominativo di
Fagnano, comprendente i comuni concentrati di Fagnano ed unito e Gorla Maggiore figurava
compreso, con 2353 abitanti complessivi, nel cantone IV di Legnano del distretto IV di
Gallarate. Con la successiva concentrazione e unione di comuni nel dipartimento
dOlona (decreto 8 novembre 1811), Fagnano, comune di III classe con 2926 abitanti
complessivi, comprendeva gli aggregati di Fagnano, Cairate, Solbiate Olona, nel cantone I
di Gallarate del distretto
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(**) Siti Internet a cui si è fatto
riferimento:
http://www.fagnanoolona.org/load_page.php?name=Storia&elenchi=Itinerario
http://www.valleolona.com/tempolibero/fontana/manigunda.htm
http://www.valleolona.com/storia/quizzone/fagnano.htm
http://www.oeaw.ac.at/gema/lango_urkfalso.htm
http://lettere.unipv.it/~finaz/missive/index.php?page=view_doc&iddoc=RM002-0095&idreg=2&idnum=95&idtop=21&toponimo=Bergoro%20(VA)%20(?)
http://plain.unipv.it/civita/index.php?s=contenuti&page=view_profilo&&id_toponimo=11000026&lettera=F&num_page=&id_profili%5B%5D=11000062
http://plain.unipv.it/civita/index.php?s=contenuti&page=view_profilo&&id_toponimo=11000159&
lettera=F&num_page=1&id_profili%5B%5D=11000363
http://www.archiviodeilaghi.net/Fonti.html |
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